giovedì , 29 giugno 2017
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A TU PER TU CON…DEL 1° APRILE

Gianni Solaroli giornalista presso Rcs Digital
Secondo lei perché Antonio Cassano non si è ben inserito nell’ambiente Milan?

“Cassano è un giocatore straordinario ed è un ragazzo che conosco molto bene ed è veramente un bravo ragazzo. Ogni tanto gli parte lo schizzo e dice cose e fa cose… A un certo punto nel Milan si è sentito stretto, voleva andare via, c’era l’interessamento dell’Inter, c’è stata la possibilità delo scambio. Inoltre Cassano ha fatto una trasferta in America con il Milan dove era tutto andato malissimo. In quella occasione c’era stata anche una rottura con i compagni. perché quando Cassano si mette di traverso si mette di traverso. La stessa cosa è successa anche questo inverno a Parma perché ad un certo punto a Parma lui voleva andare via, voleva andare a Genova, Leonardi ha fatto un grande lavoro perché l’ha convinto, gli ha parlato, gli ha parlato anche Donadoni e lui è rimasto tranquillamente li. Le doti tecniche di Cassano si conoscono. Io lo dico spassionatamente, io un giocatore di questo tipo lo porterei sempre ad un Mondiale e sempre in Nazionale pur sapendo che certamente non è una orsolina come si suol dire. Con i bravi ragazzini ci vuole il talento per giocare a calcio perché Cassano ha tutte queste cose. E’ un grande talento e sa giocare a calcio”.

Nel Milan attuale avrebbe visto molto bene il trio formato da Cassano – Kakà e Balotelli?

“Certamente si. Però attenzione perché adesso non abbiamo Cassano ma sta per recuperare El Sharawy che è un giocatore che probabilmente ci siamo purtroppo dimenticati. Io non lo dimentico perché lo conosco, lo vedo allenarsi e vedo la serietà e l’impegno che ci mette. Inoltre ha dei grandi grandi grandi mezzi ed è giovanissimo. Lo scorso campionato si è preso il Milan sulle spalle che era in fondo alla classifica e fino a gennaio lo ha portato avanti fino all’arrivo di Balotelli poi ha pagato un grosso prezzo. E’ un giocatore che lo trovavamo sempre in difesa, in attacco, segnava. Era veramente il trascinatore. Cassano è un giocatore che va verso i 33 anni, non è più giovanissimo visto che è un 82, ha i suoi anni e non è il futuro certamente di una squadra. Io credo che Cassano sicuramente non si può discutere perché è stato e lo è un grande talento, forse uno degli ultimi talenti del nostro calcio”.

Solaroli, come si spiega che Cassano non abbia menzionato in una intervista il Bari, squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta?

“Bari è stata la sua vita. Tutti lo hanno conosciuto con quel famoso goal realizzato all’Inter. Straordinario lui che è anche un tifoso sfegatato dell’Inter perché ricordiamo che Cassano, come tutti noi, abbiamo una simpatia per una squadra. Luiha proprio quest’Inter nel cuore e fece quel goal straordinario e tutti si accorsero di questo ragazzo. La Roma lo pagò tantissimi soldi ma fece due campionati straordinari a Roma. E’ strano che non abbia menzionato Bari, ma credo che lui in questo momento abbia i suoi affetti a Genova quindi lui finirà la sua carriera li e probabilmente anche a vivere a Genova che è in qualche modo una città di mare quindi voglio dire, non voglio che si offendano gli amici di Bari, ma Genova potrebbe essere la Bari del nord. Certamente Bari è stata la sua vita, è stata la sua consacrazione, è stato tutto per cui è forse talmente scontato che lui abbia Bari nel cuore ed è per quello che non ne parla. Credo che sia solo per questo”.

Come si spiega questa “remuntada” da parte del Bari a Trapani?

“E’ stato un risultato straordinario perché il calcio ha queste cose incredibili ed è per quello che piace a tutti quanti. Quando uno da per scontato una cosa succede esattamente il contrario. Io ricordo una partita incredibile, fine primo tempo Lecce – Milan, 3 – 0 per il Lecce, nella ripresa il Milan recuperò il risultato con Boateng che realizzò una tripletta. Il calcio ha queste cose incredibili a tutti i livelli, anche in serie A come c’è stato un classico tra Barcellona e Real Madrid straordinario con doppi sorpassi. E’ il bello del calcio ed è il motivo per cui ci appassioniamo a questo gioco che è l’imprevedibilità di tutti i risultati”.

Solaroli, pensa che dopo la vittoria sul campo del Trapani il Bari possa ambire alla zona play – off visto che mancano ancora dieci giornate ala fine del campionato?

“Io credo che possa succedere di tutto in un campionato che credo che sia molto molto più difficile di quello della serie A. Aver battuto e aver preso coraggio contro una squadra importante contro il Trapani io credo che il Bari possa veramente ambire ai play – off perché la squadra è buona e credo che ora abbiano trovato una quadratura perfetta. Il Bari è davvero un’ottima squadra e credo che possa farcela perché no. Con i risultati a tre punti ad ogni vittoria si fa prestissimo, due passi falsi ed uno si gioca la promozione. Io direi ai tifosi del Bari di crederci. Personalmente ci credo”.

Secondo lei quello che è successo a livello societario potrebbe influire sul prosieguo del campionato?

“Influisce tantissimo in qualsiasi squadra anche a Milano nelle squadre più importanti un esempio è l’Inter si sono pagati i pregi di questi cambi. La stessa Juventus quando c’è stato l’avvicendamento fra le due proprietà anche se poi di fatto è sempre riconducibile alla famiglia Agnelli queste cose le squadre le pagano, è inevitabile perché la società deve essere presente. Quando il futuro non è chiaro ci sono sempre dei problemi”.

Cosa pensa del pubblico barese che dopo il fallimento della società è tornato in massa allo stadio. Martedì sera allo stadio “San Nicola” erano presenti ventimila spettatori e c’è stato il record di incasso e di pubblico per quanto riguarda il campionato di serie B.

“Bari ed i baresi che io conosco molto bene perché vengo molto spesso in Puglia hanno una grande voglia di calcio, sono dei grandi appassionati di calcio. Bari è una piazza che merita la serie A, non la serie B. Il vostro stadio è uno dei più avvenieristici italiani, ricordiamo che l’ho ha realizzato Renzo Piano che è il più grande urbanista italiano ed è uno primi nel mondo in questo momento. E’ la passione dei pugliesi straordinaria per il calcio. Quando c’è una scusa tra virgolette per andare a vedere una buona partita nessun pugliese se la fa scappare. Io capisco i tifosi del Bari e fanno bene ad andare allo stadio, basta che la squadra risponda in qualche modo che poi, tra le altre cose, le squadre hanno bisogno del tifo che è un giocatore in più, è il dodicesimo giocatore in campo”.
Di Micol Tortora

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