giovedì , 29 giugno 2017
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A TU PER TU CON… DANIELE PERRINI E FRANCESCO CASTELLANA DEL 12 GIUGNO 2015

Direttore sportivo e coach dal Futsal Cisternino calcio a 5
Nel campionato appena trascorso si sono laureati Campioni d’Italia serie B di calcio a 5. Stiamo parlando del Futsal Cisternino società nata nel 2011 e che solo per un soffio hanno mancato di approdare nella massima serie e che nel prossimo campionato potrebbero davvero essere protagonisti

Per conoscere meglio questa nostra realtà sportiva pugliese abbiamo sentitoil ds Perrini ed il coach Castellana.

Perrini, come è nata e chi ha avuto l’idea di mettere su il Cisternino calcio a 5?

“Nello specifico questa squadra è nata nella stagione 2011 – 2012. Era un progetto che avevamo già abbozzato qualche anno prima, precisamente nel 2002 – 2003, per due stagioni nel 2003 – 2004 con un gruppo di amici di Cisternino perché ritenevamo che per Cisternino arrivare a fare dei campionati competitivi con il calcio a 11 era un pò difficile perché un pò piccolino come bacino d’utenza per il discorso sponsor. A questo punto abbiamo ritenuto che il calcio a 5 potesse essere lo sport che poteva fare emergere Cisternino anche a livello nazionale. Abbiamo riproposto questa cosa dopo queste due stagioni quando abbiamo acquisito un pò di esperienza fuori, in altre società e l’abbiamo riproposta a Cisternino e i risultati sono stati eccellenti”.

Coach Castellana, nel campionato appena trascorso avete disputato i playoff che non sono andati molto bene. Complessivamente è contento di come è andata l’annata o avrebbe sperato in qualcosa di più?

“Credo che non si potesse chiedere di più perché siamo partiti senza particolari obiettivi, senza particolari ambizioni. La squadra è cresciuta settimana dopo settimana prendendo consapevolezza in quielle che erano le proprie forze, le proprie capacità supportati da un’ottima società. Abbiamo lavorato sempre in grande tranquillità e questo ha fatto si che potessimo lavorare in maniera tranquilla e serena e che potessimo raggiungere poi i grandi risultati che alla fine sono arrivati”.

Coach parliamo della “famosa” gara tra Crotone e Sammichele visto che è stata una gara un pò particolare visto che proprio per quella partita avete perso l’accesso alla massima serie. Cosa è successo precisamente secondo lei in quella gara visto che Sammichele ha realizzato ben dodici reti negli ultimi quattro minuti?

“La spiegazione ed il pensiero credo che siano unanimi che qualcosa di anomalo sia accaduto credo alla fine del primo tempo. Un primo tempo che termina 5 – 3 ed il secondo 25 – 3 è fuori ogni logica. Io non ho mai visto nel mondo del calcio a 5 un risultato così ampio in così pochi minuti. Ci sono state partite finite anche 30 – 1; 30 – 2 in serie A contro dei ragazzini e non con squadre di pari categoria dopo un primo tempo equilibrato. In Crotone – Sammichele l’anomalia del risultato credo che sia abbastanza palese. Solo chi di dovere ancora forse non se ne rende conto”.

Direttore a tal proposito avete fatto un ricorso in merito.

“Si, noi abbiamo aperto un ricorso alla Procura federale anche se la Divisione, prima di noi, l’aveva aperta d’ufficio perché il clamore di questo risultato è arrivato fino a Roma”.

Secondo lei cosa accadrà ora?

“Onestamente non so cosa potrà succedere. Io mi auguro che la verità venga fuori anche se è difficile avere quelle prove oggettive che la Procura cerca. Sono tutte supposizioni, sono cose aleatorie. Vediamo quello che succederà”.

Coach Castellana parliamo di Coppa Italia. Avete disputato le Final Eight di serie B. Come sono andate?

“Abbiamo vinto la Coppa Italia. E’ stato un risultato abbastanza clamoroso non tanto per il risultato in se per se quanto per il modo in cui è arrivato dal momento che mai nessuna squadra aveva, in tre partite di Final Eight, segnato ventisette retoi subendone solamente sei. Il post fine campionato ha influito sulla nostra voglia di rivincita, sulla nostra voglia di dimostrare il nostro reale valore a tutta Italia. Tra le altre cose devio dire però che c’era questa “rabbia” di voler dimostrare il nostro valore ma, nello stesso tempo, la squadra in quella settimana ha mostrato tutta la sua professionalità, tutta la sua unione dalla società allo staff tecnico e squadra rimanendo concentrata su quello che era l’obiettivo nonostante la prima partita ci mettesse di fronte al Sammichele. La squadra è rimasta concentrata su quello che era l’obiettivo Coppa Italia mostrando una grandissima maturità andando in campo solamente per giocare e solamente per dimostrare il suo valore reagendo ad una botta così forte dopo appena sei giorni. E’ stata davvero qualcosa difficile però abbiamo dimostrato tutta la nostra crescita e la nostra maturità proprio in quella settimana ed in quelle tre partite”.

Coach, dopo aver parlato di Coppa Italia parliamo un pò anche di mercato. E’ andato via il vostro portiere, Gabriel La Rocca, Secondo lei che mercato sarà questo. Il gruppo dello scorso anno sarà riconfermato o sarà smembrato?

“Tutto dipenderà dalle intenzioni della società. Dipenderà tutto se ci dovesse essere il ripescaggio in serie A 2 anche se non voglio parlare di ripescaggio quanto di una promozione di diritto che è quella che noi meritiamo. La società dovrà ponderare questa possibilità in attesa delle decisioni della Procura federale. Chiaramente se dovessimo fare l’A 2 potrebbero chiaramente cambiare alcuni aspetti. Tutto dipende dalle forze economiche e dalle forze anche logistiche della società.. Noi puntiamo a confermare i pezzi forti di quello che è il nostro gruppo. Cambiando le regole dobbiamo rivedere chiaramente alcuni aspetti della nostra rosa. La società è sempre vigile sul mercato. Il direttore sportivo è sempre vigile sul mercato per cercare di prendere dei giocatori che siano soprattutto stimolati e che abbiano grande voglia di mettersi in mostra con noi tralasciando molte volte com’è capitato in questi anni l’aspetto economico mettendo in primo piano quello che è l’aspetto umano che Cisternino può offrire”.

La vostra rosa è composta da ragazzi del luogo o provengono da altre parti della Puglia?

“La maggior parte sono di Cisternino, Martina Franca e Fasano. Quest’anno avevamo il portiere che era un italo – venezuelano, un ragazzo ragazzo brasiliano ed un ragazzo spagnolo. Per il resto la squadra è composta da tutti ragazzi del circondario”.

Direttore, perché è andato via La Rocca?

“Perché in caso di A 2 dobbiamo fare i conti con il regolamento che comporta l’utilizzo di cinque giocatori italo – stranieri”.

Quando si saprà qualcosa sulla “famosa” gara Crotone – Sammichele?

“Il verdetto ancora non si sa perché l’indagine è tutt’ora in corso. Per quanto riguarda il discorso ripescaggi usciranno a breve le classifiche con i punteggi di chi ha presentato le domande e dopo il 10 luglio si avrà un quadro più completo”.

Perrini, state già ipotizzando a metter su una squadra in funzione dell’A 2?

“Ovviamente ci stiamo muovendo in quella direzione. Stiamo lavorando per non farci cercare impreparati. Ci stiamo muovendo in quella direazione. Purtroppo, visto l’incertezza per il discorso categoria, siamo stati costretti a rinunciare a Gabriel. In ottica A 2 pensiamo più a cinque formati in mezzo al campo, come si suol dire, che non in porta”.

Per vincere il campionato cosa ha funzionato secondo lei.

“Secondo me la cosa più importante per raggiungere gli obiettivi è l’unità di intenti. Si deve andare dritti tutti verso la stessa strada. Nessuno deve remare contro, tutti devono seguire il mister perché, secondo me, è la cosa più importante e la società deve essere brava a supportare la squadra soprattutto nei momenti non ideali. Quella, secondo me, è la cosa fondamentale”.

Coach, è daccordo su quanto ha detto il suo direttore sportivo?

“In realtà credo che per poter vincere un campionato e per poter ottenere dei risultati non servono grandi giocatori. Sicuramente quest’anno c’erano squadre che dovevano stravincere il nostro campionato e, poi, sono arrivate al secondo posto. Credo che ci vogliano tante componenti che vadano tutte per la stessa strada. La società è una società seria, sempre presente ma non che opprime il lavoro di quello che lo staff tecnico e quello dei giocatori. La società è presente sia sotto l’aspetto prettamente sportivo sia sotto l’aspetto personale. Questo vuol dire che per chi lo fa per passione, ma anche per chi lo fa per professione, è una cosa importante. inoltre c’è stato lo staff tecnico che ha sempre lavorato sempre bene insieme allo staff sanitario, la squadra che ha avuto grandi ambizioni di vittoria e non si è mai accontentata del minimo risultato ma ha puntato sempre al massimo risultato. Come sempre diciamo noi non vogliamo restare nell’anonimato e abbiamo sempre lavorato per questo cercando di pensare sempre partita per partita perché era quello il nostro obiettivo non avendo inizialmente obiettivi di vittoria del campionato. Poi la squadra è cresciuta, settimana dopo settimana, a livello di gioco e a livello di personalità cercando di trovare un equilibrio tra i vari giocatori perché tante volte non è solo importante l’aspetto tecnico – tattico ma anche l’aspetto caratteriale di ogni elemento del gruppo. La squadra ha trovato un equilibrio, una unità di intenti e questo credo che abbia fatto la differenza. Poi i risultati hanno fatto si che la squadra potesse prendere fiducia in quelli che erano i suoi reali valori. Da questo è scaturito poi il successo del campionato”.

Da quanto tempo lei è coach del Cisternino?

“Da tre anni”.

Direttore, continuerà coach Castellana ad essere il tecnico del futuro Cisternino?

“Io me lo auguro, me lo auguro per Cisternino. Me lo auguro perché il mio lavoro è facilitato dalla sua presenza perché io dico sempre che non ho la controprova del fatto che prendendo un altro tecnico piuttosto che quello che abbiamo già preso il risultato non sia diverso perché al momento il nostro coach ci ha fatto vincere tutto quello che c’era da vincere”.

Coach, prima di arrivare a Cisternino quali sono state le sue tappe?

“Sono stato due anni a Martina dove ci siamo tolti anche parecchie soddisfazioni vincendo il campionato Under 21, vincendo la Coppa Italia nazionale e vincendo la Super Coppa italiana. Poi sono passato a Cisternino dove mi trovo da tre anni, partendo dalla C 2 perché volevo dimostrare, prima di tutto, a me stesso e poi a chi aveva avuto dei dubbi su quelle che erano le mie capacità che anche partendo dalla serie più bassa del calcio a 5 con il lavoro e con l’abnegazione e per la passione si possono ottenere grandi risultati. Questo è stato anche il modo per mettermi alla prova e, perché poi, sapevo che avrei trovato una società amica che mi avrebbe supportato in quelle che erano poi i miei valori, prima di tutto e, poi, le mie decisioni in ambito sportivo”.

Lei vuole continuare ancora col Cisternino?

“Assolutamente si. Credo che ci siano tutte le possibilità di continuare e la voglia di continuare anche perché quando si sta bene in un gruppo non vedo perché bisogna cambiare solo per il gusto di cambiare. Sai quello che lasci e non sai quello che trovi. Cisternino è una delle più belle realtà a livello nazionale sotto tutti i punti di vista, sotto l’aspetto societario, sotto l’aspetto di squadra, sotto l’aspetto dei nostri sostenitori che credo siano forse i migliori in Italia. Vedere un palazzetto pieno credo che sia il risultato più bello per una società e per una squadra a prescindere dal risultato. Tante volte magari ci sono venti persone a vederti. Noi a Cisternino non siamo mai andati sotto le 500 unità quest’anno. E questo per chi lo fa per passione è il risultato migliore”.

Di Micol Tortora

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