lunedì , 24 aprile 2017
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A TU PER TU CON…

Mister Angelo Sisto, ex tecnico delle giovanili del Bari per ben undici anni, ora attuale tecnico del Massafra

 

Dopo undici anni trascorsi con il club biancorosso, Angelo Sisto non ha mai dimenticato il “suo” Bari anche se ad oggi non siede più su una panchina del Bari a livello giovanile ma dal capoluogo pugliese si è trasferito in terra tarantina, più precisamente a Massafra, dove ora fa l’allenatore. L’abbiamo sentito sull’attuale situazione del Bari dopo la prima sconfitta del girone di ritorno.

 

Mister anno nuovo, vecchio Bari

 

“Contro la Reggina il Bari è partito malissimo. Ci si aspettava una partenza diversa ma quello che abbiamo visto sabato scorso un atteggiamento sbagliato. Ho visto una squadra che ha iniziato la partita malissimo, poi nel secondo tempo ha tentato di recuperarla ma ormai era tardi. Abbiamo avuto contro una squadra che doveva permettersi di ripartire bene perché la Reggina fino ad ora non aveva fatto benissimo. C’erano tutti i presupposti per iniziare bene”.

 

Prima della gara di sabato mister Alberti in conferenza stampa aveva dichiarato che la squadra si era allenata bene e si era preparata bene in questi ventisei giorni di pausa natalizia. Al contrario contro la Reggina il Bari è entrato in campo non proprio convinto nei suoi mezzi anche perché la prima vera azione da goal biancorossa è arrivata solo al 34° minuto del primo tempo.

 

“Dal punto di vista fisico la squadra non mi è sembrata in difficoltà tant’è che nel secondo tempo hanno provato a ribaltare il risultato. Ritengo che il problema sia soprattutto un problema mentale perché anche le dichiarazione dei due tecnici così contrastanti sono sintomo di una situazione societaria che, secondo me, è piuttosto precaria e che influisce sul rendimento della squadra”.

 

Mister cosa pensa del fatto che dopo la gara contro la Reggina abbia rilasciato una dichiarazione ad un sito di Reggio Calabria Zavettieri il quale da quanto detto dalla società non può parlare perché non ha il patentino. Secondo lei cosa potrebbe succedere?

 

“Questo fatto è l’ennesima conferma che i due tecnici non sono in sintonia per cui probabilmente sarebbe una situazione che dovrebbe essere registrata e andrebbe rivista. Queste sono situazioni ambigue che calcisticamente non sono facili da gestire e che creano sicuramente problemi. Ritengo che l’unico modo per uscire da questa situazione così complicata sia proprio quello di fare chiarezza e, in questi casi, dare una sferzata potrebbe essere importante perché la sensazione è quella che nel Bari ci sia molto confusione che è aggravata anche da queste notizie societarie di vendita o di interessamenti vari che poi alla fine destabilizzano solo l’ambiente e diventa difficile anche per i giocatori capire se la società ti cauteli e credere in un progetto che in questo momento ritengo sia un progetto molto difficile da decifrare. Penso che queste siano le problematiche maggiori, non tanto quelle calcistiche, ma quelle societarie”.

 

Lei accetterebbe una conduzione a due visto che questo va di moda?

 

“Assolutamente no perché è una questione impossibile da gestire perché nel calcio bisogna ragionare con una sola testa. A volte è già difficile prendere delle decisioni. In due diventa molto più complicato perché poi c’è la voce societaria, il primo tecnico, poi il secondo. Gestire una situazione così diventa complicatissimo per cui io sono stato sempre contrario a queste co – conduzioni tecniche”.

 

Mister Sisto, lei potrebbe allenare in B?

 

“Mi dispiace tanto ma il Bari non posso allenarlo. Potrei fare il secondo a Sciannimanico come ho già fatto. Erano altri tempi quando c’era una società forte”.

 

Secondo lei cosa manca a questo Bari?

 

“Per quanto mi riguarda l’attaccante è una carenza che si sta amplificando soprattutto ora che si troveranno campi pesanti. Ritengo che il Bari non abbia un giocatore che possa tenere un gioco alto e fare reparto in questo senso. Il Bari ha giocatori molto leggeri che andavano in difficoltà già quando conduceva il gioco o quando comunque riusciva a fare la gara. Adesso con questi campi pesanti dove la tecnica purtroppo viene messa un po’ da parte sicuramente il Bari è una squadra che può andare in difficoltà e questi problemi dell’attacco si accentuano. Tutti noi ci teniamo alla società. Io sono stato undici anni col Bari e come tutti voi sono molto legato alla società e alla causa della nostra squadra. Ritengo che questa confusione e questo atteggiamento contradittorio dei due allenatori e con questa società che non riesce più a gestire le situazioni è ormai una cosa che non può più andare avanti. Se non s’interviene si corre il rischio seriamente di dover pensare ad una retrocessione che è quella che tutti noi vorremmo evitare per il bene della nostra squadra”.

 

Mister, il Bari affronterà due squadre importanti come Brescia fuori casa e Siena in casa. Contro la squadra lombarda mancheranno due pedine fondamentali come Romizi e Fossati. Lei cosa ne pensa?

 

“Altri problemi, piove sul bagnato. Queste sono assenze sicuramente importanti ma ritengo che prima di tutto bisognerebbe registrare la situazione societaria perché alla fine è questo il problema principale. Quello calcistico, poi, si può gestire diversamente, si possono trovare varie soluzioni. Ritengo che il Bari abbia dimostrato di avere una squadra di qualità per cui ritengo che questo sia un atteggiamento diverso e credo che sia una situazione che si possa recuperare però non bisogna aspettare ancora”.

 

Secondo lei se fosse rimasto a Bari l’attaccante Marotta sarebbe cambiato qualcosa in attacco?

 

“L’assetto di Marotta poteva essere una alternativa perché Marotta pur essendo un attaccante che non segna tantissimo era un giocatore capace di far salire la squadra e di tenere la palla alta, di difenderla e di fare reparto. Ritengo che gli altri da questo punto di vista abbiano delle carenze e quindi, sinceramente non conosco le motivazioni di un suo allontanamento, visto la situazione e le carenze che abbiamo in attacco Marotta sicuramente sarebbe stato un giocatore che sarebbe tornato utile alla causa. Poi, per quanto riguarda i giovani sono quelli che sono più in difficoltà perché non hanno esperienza di gestire questi momenti di difficoltà. Chiaramente le difficoltà per loro aumentano perché non avendo tranquillità, non avendo quella serenità per poter fare le giocate, sono quelli che pagano più degli altri questo momento. Rimbocchiamoci le maniche. Io continuo a dire che quello societario è il motivo principale. La società deve fare chiarezza e deve delineare le linee per un futuro più tranquillo altrimenti, purtroppo, da questa situazione sarà difficilmente uscirne”.

 

Mister, com’è andata la vostra ultima gara di campionato?

 

“Veniamo da Ostuni dove abbiamo perso per 2 – 0. Quella gara è stata giocata sotto un vero e proprio diluvio. Non è un buon momento neanche per noi visto che ci siamo presentati alla gara di Ostuni con ben cinque risultati utili consecutivi. Quella sconfitta è stata davvero immeritata, un po’ casuale. Purtroppo nel calcio ci sta. Ostuni è un campo complicato, si trova sempre un ambiente particolare, con grande agonismo. Domenica non ha funzionato come doveva”.

 

Ai vertici della classifica chi c’è?

 

“In questo momento ci sono il Gallipoli, il Mola e l’Andria. Nel giro di un punto se la giocano loro tre”.

 

Cosa ne pensa di Tenzone, attaccante del Mola?

 

“Alfredo è un bravissimo giocatore con una grande tecnica. E’ uno che ha fatto la storia di questa categoria per cui sappiamo che è un giocatore cresciuto nelle giovanili del Bari. So che in settimana si è fatto male, ha avuto un problema prima alla caviglia e poi al malleolo. Gli auguro di rientrare al più presto, il più velocemente”.

 

Di Micol Tortora

 

 

 

 

 

 

 

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