domenica , 25 giugno 2017
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A TU PER TU CON…

Angelo Terracenere, ex centrocampista del Bari degli anni 80/90

 

Lei, come tutti i tifosi biancorossi, sabato ha seguito la gara contro il Lanciano. Cose le è piaciuto e cosa no della partita.

 

“Diciamo che il fatto importante della gara contro il Lanciano sia stato il fatto che il Bari abbia portato a casa i tre punti anche se devo dire che non mi è piaciuto il primo tempo dove il Bari ha disputato un bruttino primo tempo. Il Lanciano poteva benissimo fare goal. Un po’ di fortuna ha voluto che il Bari non l’abbia preso. Nella ripresa è entrata un’altra squadra in campo e credo che alla fine il risultato sia stato giusto”.

 

La vittoria contro il Lanciano ha dato vita a tre vittorie in casa. Lei pensa che la salvezza potrebbe passare dal “San Nicola”?

 

“Io credo proprio di si perché vedo che il Bari in casa è un’altra squadra, ha una marcia in più anche se non ci sono molti tifosi a seguirlo. In casa il Bari potrebbe formare davvero una fortezza. Fuori casa il Bari ultimamente sta facendo delle ottime partite ma non viene accompagnato dai risultati. Una squadra che si deve salvare deve riuscire anche a fare fuori casa qualche punticino. Io credo che il Bari abbia la possibilità di poterlo fare. E’ una squadra che gioca bene, gli manca un po’ di esperienza perché è una formazione composta da molti giovani”.

 

7.970 paganti per un incasso di 32.957 mila euro. Quella contro il Lanciano è stata la prima gara senza i Matarrese. Lei, da ex giocatore, si sarebbe aspettato più gente allo stadio?

 

“Io mi sarei aspettato qualcuno in più. Mi sarei aspettato almeno quindicimila spettatori. Credo che il pubblico ora voglia vederci chiaro per vedere questa squadra a chi andrà in mano. Non dimentichiamo che negli anni precedenti si sono avvicinati tanti personaggi ed alla fine non è mai successo niente. Sicuramente il pubblico di Bari adesso che i Matarrese non ci saranno più cercherà di riempire lo stadio “San Nicola” sperando che ci possa essere un futuro più roseo per quanto riguarda il Bari”.

 

La nuova generazione di giocatori non è come è stata la vostra. Ci sono giocatori senza i cosidetti attributi. Cosa c’è di diverso da voi ai giocatori di oggi?

 

“La nostra generazione aveva più fame. Noi venivamo dalla strada. Sapevamo che poter emergere dovevamo dare tutto. C’era la voglia di far bene, la caparbietà. I giovani di adesso provengono da famiglie benestanti. Noi siamo baresi e noi sapevamo che quando si perdeva non avevamo neanche la voglia di uscire. Quando un giocatore non è di Bari non sa cosa vuol dire indossare quella maglia. Ci vuole volontà e sacrificio ed è quello che manca, io credo, a questi giovani di oggi”.

 

Terracenere, come giudica fino ad oggi la prestazione di Beltrame?

 

“Beltrame ha deluso le aspettative. Il Bari ha fatto si che puntasse tutto su di lui. Un giocatore può essere bravo a livello tecnico, ma se non ci mette tutta la cattiveria agonistica, agonistica e la furbizia nel calcio passa tutto attraverso la mente. Io credo che questo ragazzo a livello caratteriale sia un po’ debole”.

 

Lei potrebbe allenare in serie B o meno?

 

“Io potrei fare il secondo in serie A ed in serie B. Posso fare il primo in C 1 perché ho il patentino di seconda”.

 

Potrebbe esserci la possibilità di vedere un ex giocatore che ha combattuto sulla panchina del Bari per il prossimo anno con una nuova proprietà?

 

“Mi piacerebbe tanto far parte della famiglia del Bari anche per quanto riguarda il Settore giovanile. Io non pretendo di arrivare in serie A o in serie B. Io sono una persona molto umile da uomo che da calciatore. Mi auguro che chi verrà possa ricordarsi di me perché credo che come giocatore abbia lasciato un buon ricordo”.

 

Secondo lei l’ultima partita difficile potrebbe essere quella di sabato prossimo contro l’Avellino?

 

“Io credo che in serie B non ci siano partite facili e difficili. Sono tutte allo stesso livello. La serie B è un campionato molto particolare e lo si è visto quando il Bari ha giocato con squadre forti come il Lanciano e contro il Siena giocando anche bene. Credo che a questo punto sia importante dare continuità ai risultati al di la dal quale sia la squadra. Io credo che il Bari abbia le carte in regola per potersi salvare senza alcun problema. Una squadra che vince con le prime del campionato sicuramente potrà salvarsi senza alcun patema d’animo”.

 

Secondo lei i due allenatori del Bari stanno facendo bene o meno?

 

“Lunedì scorso sono andato ad una partita in beneficenza con gli ex giocatori del Bari. Ti posso assicurare che parlando con Giovanni Loseto che fa parte della famiglia Bari mi ha detto che entrambi i tecnici sono due ingambissima perché fanno giocare molto bene la squadra. Il problema è che non sono pubblicizzati e non vengono sponsorizzati come gli altri allenatori. Io sono pienamente d’accordo perché ho visto giocare il Bari delle bellissime partite. Se la squadra gioca bene vuol dire che l’allenatore mette del suo. Io sono a favore di questi due allenatori. Purtroppo noi a Bari siamo abituati ad avere allenatori con il nome. Non è con il nome che si diventa allenatore. Io credo che questi abbiano dimostrato che possono benissimo stare su una panchina di serie B”.

 

Di Micol Tortora

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